arums.oziosi.org

4 Aprile 2009

GramsciaNet

Nasce dopo una riflessione di quasi un anno, GramsciaNet, un progetto virtuale, ma che si pone come obiettivo di interferire (positivamente) nel reale e mettere in contatto studiosi gramsciani che cercano materiale o semplicemente intendono condividere i propri studi. Insomma, un Gramsci in salsa Open Source, o per meglio dire, Free, not as in Free beer, ma libero/liberato.
Il sito è stata una mia idea e probabilmente prima di partire dovrà passare ancora molto tempo, intanto credo sia importante la sintesi di informazioni sugli scritti gramsciani reperibili gratuitamente in rete (italiano, francese, inglese, spagnolo), talvolta delle vere e proprie raccolte sistamatiche.
Se aveste bisogno di un documento che non riuscite a trovare nelle biblioteche della vostra città, provate a lanciare un sasso in rete, iscrivendovi su GramsciaNet, è possibile che un altro studioso gramsciano possieda quello studio e lo possa mettere a vostra disposizione.
Se invece avete qualche dubbio su qualche concetto gramsciano, chiedete aiuto in rete, magari evitando le yahoo answers :) , scrivete su GramsciaNet la vostra domanda nella sezione Questions.
E ancora… se intendete lasciare in rete un vostro contributo su Gramsci, o per qualsiasi dubbio, informazione, curiosità, iscrivetevi o scrivete direttamente qui:

email GramsciaNet

Tutto il materiale è pubblicato sotto licenza Creative Commons, dove potrete scegliere se il vostro materiale possa essere usato o meno per scopi commerciali da parte di terzi, se possa essere modificato. Per maggiori informazioni sui tipi di licenza da scegliere, potete seguire questo Link.

Mi permetto ancora di segnalare la pubblicazione tra i lavori degli utenti, la mia Tesi di laurea, una Bibliografia gramsciana ragionata che copre l’ambito italiano dal 1952 al 1956.

18 Febbraio 2009

Futurismo mediatico – rovistando nei cassonnetti 2

A volte ritornano. E vanno a pescare nei cassonnetti, visto che è ciò che più si confà ai tempi. Ahhh i bei vecchi tempi… neh?
Giorni fa ho letto del “Futurismo anarchico” e mi è salita parecchia nausea (al ché penso: si vede che io conosco proprio degli anarchici strani…o chissà?mah!)

Le solite solfe: il primo futurismo era un’altra cosa, il futurismo non è solo marinetti, papini però…

 

Di seguito riprendo un mini-editoriale di Donatella Coccoli (nuova direttrice di Left) a proposito dell’ideona di allestire nella Capitale una bel festame futurista (ci mancava, vero?). Spero vivamente finisca in stile futurista, altrimenti che ci vanno a fare? In ogni caso sarebbe meglio tener fuori il gentil sesso, non si mai che qualche rigurgito…

Roma sarà presto proiettata, recitano i comunicati stampa dell’assessorato alle Politiche culturali e della comunicazione, “nel dinamismo, nella velocità e nella fantasia creativa di uno dei più straordinari movimenti artistici del Ventesimo secolo”. Dal 20 febbraio infatti inizia Futuroma futurista, una valanga di eventi tra mostre, convegni, spettacoli. Su left abbiamo già parlato di una mostra sul futurismo al Mart di Rovereto e riaffronteremo l’argomento, in tutti i dettagli. Questo è un promemoria. Un “avviso ai naviganti” che nei prossimi giorni saranno messi di fronte al trionfalismo mediatico della celebrazione dell’anniversario del Manifesto del Futurismo. Filippo Tommaso Marinetti lo pubblicò il 20 febbraio 1909 sul giornale francese Le Figaro. Secondo il Comune di Roma, fu “un proclama fondante di un movimento rivoluzionario che avrebbe sovvertito i parametri di gran parte della poetica del Novecento”. Gli eventi in programma servono a rilanciare gli “elementi di attualità e modernità”. Allora ricordiamo cosa scriveva Marinetti: “Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno (…). Non v’è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro (…). Noi vogliamo glorificare la guerra – sola igiene del mondo – il militarismo, il patriottismo, il gusto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore, e il disprezzo della donna”.

Tanto tempo fa avevo imparato da una di quelle persone che predica molto molto molto bene, ma razzola molto^n male (come il ceto ecclesiastico, no?) una cosa un po’ marxista, semplificando, non giudicare idealisticamente un’opera senza porla nel contesto che l’ha creata (e le biografie degli autori dove le mettiamo?).
Il futurismo di per sé di nuovo non ha creato niente, basta andarsi a guardare i morasso, d’annunzio (e altri che vorrei snocciolarvi qui, ma l’ho studiato troppo tempo fa e ora è notte).

Il p2p, per ora, non affonderà il capitalismo (sob!)

Archiviato in: liberisaperi — Tag:, , , , , , , , , , — arums @ 3:45 pm

Gli olandesi sono un po’ strani. Addirittura il loro ministro dell’economia, invece di elargire delle social card per i poveri, cosa fa? Commissiona uno studio sull’uso da parte degli olandesi di strumenti per il download per diversi tipi di prodotti e le conseguenze macroeconomiche dello sharing.
Sorpresa!
Senza andare nel dettaglio, se siete interessati potrete trovare qui (ita) e qui (en) degli approfondimenti, le conlcusioni sono state abbastanza chiare: non c’è una perdita di 1 ad 1 nelle vendite per ogni canzone, gioco, film scaricato.
A dire il vero questo sorprende anche me, che appoggio assolutamente e decisamente il p2p, è stato dimostrato infatti come la musica continui ad essere comprata, per i film invece, che raramente vengono acquistati dopo averli visti, arriva un’altra variabile, la ricerca e l’acquisto di altri prodotti.
Insomma, è in un certo senso confortante sentire che anche da parte di una qualche istituzione nel mondo sia presentato il file sharing non come l’illegale, mostruosa e spaventosa “pirateria”, bensì per ciò che principalmente ci dà: un arricchimento culturale. Lo so, adesso qualcuno fa il brillante e mi nomina i porno… dai, fate i seri, sapete bene che non si parla solo di quello!

Du chantage sentimental – Facebook

Archiviato in: facezie — Tag:, , , , , , — arums @ 3:42 pm

Mi iscrivo a Facebook qualche mese fa, credendo fosse una cosa seria, una roba tipo anobii, ma dedicata a più interessi.

Dopo due giorni ho capito che era il myspace dei vecchi. (già qui…)

Intanto cerco un po’ di nomi. Praticamente nessuno. Sì, qualche amico dalle superiori, qualche altro da oltreoceano, ma di fatto… ci sono pochissime persone che conosco.

Vedo gente con duecento amici e mi sento davvero un’asociale. Poi però mi pongo una domanda: hai girato un po’ il pianeta e hai lasciato un po’ ovunque persone a cui volevi un bene dell’anima (molte non riesci più a contattarle perché intanto ci si trasferisce, all’epoca non si aveva ancora l’email… e se ce l’avevi l’hai persa in una delle tante formattazioni che hanno segnato lo scandire degli anni) ma è possibile che Pinco Pallo, che sai che è una persona anche un po’ di merda, ha cento e passa amici e tu a stento conti una trentina di persone da stimare?
Ah beh sì, c’è da dire che al secondo giorno hai scoperto la funzione ignora al primo messaggio di quel piciu di Ruella e probabilmente al centinaio di “conoscenze” ci potevi arrivare molto facilmente :P
Va beh, ma sarà solo un problema mio che sono cosììììì esigente?

Passato qualche tempo, quando ci hai pensato un po’ dopo aver saputo che Facebook è La Morte e Il Male, decidi di disattivare l’account perché vedi più o meno tutti scrivere o una frase sarcastica o inutile o commentare un video, mentre tu vorresti scrivere di cieli stellati d’agosto con la musica della balera, di come ti piace tirare steli d’erba nei meriggi di luglio sulle tue colline e non che “Elisabetta oggi odia le Poste italiane” o “lol” ad una scena di Everybody hates Chris o “sniff”, “sob” sotto una canzone di Jorge Negrete, ecco insomma, quello spazio ti sta veramente un po’ troppo stretto, e cosa capita??? chi ti contatta? pian piano, in fila indiana ti contatta quel vecchio amico che non vedi quasi mai che telefonarsi sul cellulare è una spesaccia, poi un altro, poi trovi tu finalmente un compagno di erasmus e un altro e via così fino ad oggi.

Il ricatto sentimentale che ti tiene attaccato a quel posto (ho letto da qualche parte: a che serve l’anagrafe, se ormai c’è il Facebook?espressione decisamente più illuminante rispetto ai pipponi degli acari :D ) è viscido, te ne accorgi giorno per giorno mentre aspetti che anche la tua amica Koro, che non senti dagli attentati di Madrid del 2004, si iscriva a Facebook per ritrovarla o che gli amici della Cuadra si iscrivano in massa.

I giorni passano mentre nella battaglia anti-facebook che alimenta flames sulla lista dell’hacklab (sempre pieni di stimoli…) leggi che persino sulla Stampa si parla della vendita dei dati da parte di Facebook e allora dici “no, vabbé, dai basta. non ti vergogni?”. Prendi il tuo fagotto di indirizzi email che hai scritto ora in 25 posti diversi tra cartacei e digitali per non perderli più e scrivi: “bello esserci rincontrati, vi voglio un sacco di bene, ma me ne vado da facebook, per cui ci sentiamo per email” e lasci un link che li aiuti a capire perché te ne vai.

Credo che ad alcune persone che conosco farà ridere questo post molto emotivo (si vede che loro non mi conoscono bene allora :P ) su Facebook, ma credo che oltre tutte le critiche raziocinanti a Facebook, che è il Leitmotiv di cosa finora ho letto, ho notato che non riescono assolutamente a capire quanto invece sia grave il coinvolgimento emotivo anche di chi, ben cosciente di cosa sta facendo (immissione di dati anagrafici, scritttrice, cantante, telefilm preferito, giochini tipo scarabeo), vuole ritrovare gli amici e per questo accetta il ricatto.
Non so, a volte mi è sembrato di leggere contributi che sembrano un po’ quei discorsi che la mamma fa alla arums fumatrice: “guarda che fumare fa male, ti viene il cancro, fa male alla pelle, macchia i denti…” non capendo che un fumatore non fuma mica perché gli fa bene ai polmoni, alla pelle o sberluccica i denti…

Probabilmente tra qualche mese Koro, Ana, Maria Joao (o proprio loro forse no, non sono tanto le tipe da social-networking :D ) o altri amici lontani si iscriveranno a Facebook, chissà qualcun* di loro cercherà il mio nome e non lo troverà. Spero però che gli pigli il grillo di cercarlo in google, per sfizio… e mi troverà ugualmente.

Termino con il raziocinio e lascio qualche link dall’ottimo e conciso post di leo, coadiuvandolo con qualche link che è passato sull’iperattivanofacebookiana lista dell’Underscore

Facebook a corto di soldi vende i dati degli utenti dal blog di Leo
Pagina NoFacebook – _TO*

Se siete arrivati fino alla fine di questo post, commossa, vi lascio un regalino audio

9 Febbraio 2009

Studiare una lingua… sì, ma come?

Recentemente mi sono imbattuta in alcuni strumenti online molto utili per sgranchire le proprie conoscenze di grammatiche straniere, diciamola tutta… devo scrivere una roba in tedesco e sto strippando perché non mi ricordo niente di grammatica, sbaglio immancabilmente la posizione dei complementi, i verbi li metto a muzzo dove mi suona, ma spesso mi suona male, insomma… non sono in grado di scrivere con facilità un saggetto di linguistica in tedesco. Voi direte “e sticazzi”. Già, sticazzi.
Allora, visto che sono sempre incasinata su questo schermo che mi ci vorrebbe un 32 pollici per vedere tutto quello che mi serve normalmente in un batter d’occhio… non ci credete?

screenshot_trad

- …per gli amici acari, sì, è windows… problemi? ne parliamo in separata sede. -
beh, dicevo, son sempre sul pc e così cercando cercando espressioni bislacche che solo i tedeschi capiscono, un giorno mi imbatto chissà come qui.
Ho iniziato a guardare la struttura di questa grammatica ed è fatta, a mio avviso, molto bene.
Se foste agli inizi con il tedesco, non dico al livello “ich bin italienerIn” ma quasi, dateci uno sguardo, se invece anche la frase “ich bin ein Berliner” di kennediana memoria vi prude un po’ allora esiste un altro strumento che potrete usare anche per altre lingue, l’ho provato per un po’ e serve per chi proprio non ha la minima idea su un’altra lingua, come per chi intende esercitarsi un po’. Sinceramente lo utilizzo da poco e spero di non dover rivedere la mia ottima impressione. E’ uno strumento che coniuga il social-networking con l’apprendimento linguistico individuale, si chiama Livemocha ed è gratuito, c’è un po’ di pubblicità, ma tutto sommato non è così fastidiosa (se paragonata alla pubblicità su siti come repubblica, corriere, stampa o simili ne è praticamente spoglio).
Un altro strumento che vi potrebbe essere utile, almeno io ne abuso soprattuto per lo spelling o per non installare 20 dizionari sul pc è il wordreference, interessante, rispetto ad altri strumenti di questo tipo è il collegamento all’interno del dizionario stesso ad un forum dove possono essere poste questioni e si può dare aiuto sulle traduzioni di espressioni particolari.
Se poi invece parliamo di una specie di full immersion… come migliorare una lingua in cui zoppicchiamo molto? L’unica è buttarsi. Quando ero agli inizi con lo spagnolo (capivo, leggevo, ma non parlavo) mi son buttata su irc ed è solo grazie ai canali irc che son riuscita a distruggere quel muro (muraglia cinese) che ti impedisce lo scatto al passo successivo, avere il coraggio di esprimersi anche se si sbaglia inevitabilmente.
Per quanto riguarda lo specifico, mi fa piacere qui nominare la mia professoressa di russo. Anni fa ho seguito con lei un corso per principianti (all’epoca era gratuito perché lettrice all’Università di Torino non era ancora stata costretta alla pensione), il corso contemplava 2 o 3 (non ricordo) lezioni settimanali di circa 2 ore; la durata era ottobre-novembre/aprile. Ad aprile, poco prima degli esami io ascoltavo via streaming radio russe (non capivo tutto, ma capivo gli argomenti), leggevo le notizie da indymedia russia o altri media mainstream usando un dizionarietto tascabile. Dunque se state a Torino e se siete interessati al russo, abbiamo in città un fenomeno di professoressa, col suo metodo (perfezionato in vent’anni di docenza) il russo si impara a scrivere bene ed esprimendosi correttamente, comprendendone appieno le difficoltà e cercando di superarle.
Il programma dei corsi di russo è rintracciabile dal sito del CLIFU dell’Università degli Studi di Torino, assicuratevi che la docente sia Svetlana Baikina, oppure, se volete mettervi in contatto con lei o avere maggiori informazioni contattate me.

Felicitazioni per Linksunten!

Archiviato in: Politica, belle notizie, internazionale, liberisaperi — Tag:, , , , — arums @ 1:03 pm

linksunten

Dopo quasi un anno dall’inizio della gestazione organizzativa ecco che arriva online, nuovo di pacca e ajaxissimo, il sito di Indymedia Linksunten!

Complimenti ai compagni tedeschi, e toi toi toi!

ricomincio da…

esordivo qualche giorno fa sul fatto che ad oziosi avessimo avuto un piccolo contrattempo con il DB e che pensavo di rimettere il backup del DB, poi volevo cambiare tema. Ora l’ho fatto, però non sono soddisfatta (e quando mai!)
Così ho pasticciato (mai termine fu più idoneo!) un po’ questo tema a cui ho tolto ogni ombra di color pastello e non ditemi “ma era più bello prima” uffa va bene lo so, ma a me piace così e mi han detto anche “ma è così freddo” e vabbé dai, tanto tra un po’ è estate… cosa dovrei fare, farlo verde_e_viola perché van di moda? (shhhh! che chi sta lavorando all’artware sa cosa intendo…)
Beh allora ci ritroviamo con questo tema, che vi piaccia o no. Se ci saranno sviluppi lo vedrete.
Ho trovato una figata di background però, lo avrete notato, si tratta di un pattern per kimono di Yehrin Tong.

CineMolino – Il cinema al Molino

Archiviato in: Uncategorized — arums @ 12:59 pm

CineMolino 2009

Il programma del CineMolino da gennaio a marzo 2009

Gennaio
8 gennaio – Le grand voyage
di Ismael Ferroukhi (Marocco-Francia, 2004)

15 gennaio – Il vento fa il suo giro
di Giorgio Diritti (Italia, 2005)

22 gennaio – Ghost Dog – Il codice del samurai
di Jim Jarmusch, con Forest Whitaker (1999)

29 gennaio – Parole sante
di Ascanio Celestini (Italia 2007)

Febbraio
5 febbraio – Eldorado Road
di Bouli Lanner (Belgio 2008)

8 febbraio (sabato) – CortoMolino
rassegna di cortometraggi – www.tikino.ch

12 febbraio – Persepolis
di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud (Francia 2007)

19 febbraio – La notte delle matite spezzate
di Hector Olivera (Argentina 1988)

26 febbraio – Tutta la vita davanti
di Paolo Virzì (Italia 2008)

Marzo
5 marzo – Alla rivoluzione sulla due cavalli
di Maurizio Sciarra (Italia 2001)

12 marzo – Panther
di Mario Van Peebles (1995)

19 marzo – Delicatessen
di Jean-Pierre Jeunet e Marc Caro

26 marzo – China Blue
di Micha Peled (2005)

23 Gennaio 2009

Inghilterra – Sequestrato server di Indymedia

Archiviato in: Politica, internazionale, liberisaperi — arums @ 11:00 pm

fonte ((i)) svizzera

indy sempre sotto il mirino

Il 22 gennaio 2009 la polizia di Manchester, Inghilterra, ha sequestrato un server di Indymedia. Il motivo dovrebbe essere il recente articolo sul processo con condanna a dei manifestanti animalisti.

Questa mattina la polizia ha contattato per e-mail gli amministratori di IMC-UK, richiedendo la rimozione dall’articolo di informazioni sul giudice del processo SHAC. Questo malgrado quel contenuto fosse già stato rimosso, in quanto in contrasto con la policy di Indymedia UK. L’e-mail chiedeva inoltre di fornire informazioni su chi pubblicò l’articolo. Indymedia, basata sul principio dell’open-posting, non conserva però nessun tipo di informazione a proposito di chi posta.
La macchina è stata consegnata alla polizia dall’amministrazione di UK Grid, un provider con sede a Manchester, senza che i poliziotti avessero mostrato alcun mandato: gli agenti hanno soltanto comunicato che avrebbero potuto facilmente procurarsene uno. Visto che il server in questione era soltanto un mirror del sito di Indymedia UK il sito è tutt’ora utilizzabile.

Oltre che a Indymedia UK il server ospitava anche IMC London, global Indymedia documentation project, Soka Mata (un sito sulla campagna anti-OGM, Transition Sheffield e un sito sulla campagna contro i giochi Olimpici canadesi del 2010.

Qui l’articolo originale in inglese di Indymedia UK – Sequestro server a Bristol, 2005Sequestro server in USA e UK, 2004

30 Settembre 2008

Programma dei corsi LIP a Lugano

Archiviato in: belle notizie, internazionale, liberisaperi — arums @ 12:50 am

Belle notizie, sempre dalla Svizzera, a pochi mesi dalla nascita del progetto LIP ecco il folto programma dei corsi di Informatica popolare al CS()A Il Molino di Lugano.

Per conoscere i prerequisiti necessari e il materiale da portare si possono consultare le schede dei singoli corsi, per conoscere il programma dei corsi in tedesco a Berna vai qui.

Continua a leggere il post, oppure scarica il programma in formato grafico per la stampa da questa pagina.
(continua…)

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