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28 Febbraio 2007

Antisemitismo e negazionismo nella pubblicistica della destra radicale italiana

Archiviato in: Politica, nuove destre — arums @ 10:11 am

Francesco Germinario, Antisemitismo e negazionismo nella pubblicistica della destra radicale italiana, in «Il presente e la storia», IV n. 47, Giugno 1995, pp. 11-42.

1. Nella seconda metà degli anni Ottanta non si è registrata alcuna ricerca approfondita sul dibattito in atto nella destra radicale italiana. Passata la positiva fiammata d’interesse, culminata col convegno di Cuneo e nella pubblicazione della ricerca di Ferraresi e Revelli[1], una coltre di disinteresse – ad esclusione di qualche sparuto contributo abbastanza ripetitivo[2] – si è distesa su tutta l’area della destra radicale.

Probabilmente il disinteresse degli studiosi è provocato dal fatto che allo stato attuale il radicalismo di destra – pur con qualche eccezione su cui torneremo – è contrassegnato da una scarsa capacità di elaborazione teorico-politica. Rispetto agli anni dei dibattiti sulla strategia metapolitica, sul “gramscismo di destra” o dei convegni nazionali aperti a intellettuali e studiosi di una certa fama[3], pare indubbio che a destra si respira aria di una certa ripetitività, di ritorno ai grandi miti, momenti e figure che hanno contrassegnato la storia della cultura della destra del nostro secolo, dall’interventismo al fascismo sansepolcrista, da Codreanu ed Evola alla Konservative Revolution e al cospirazionismo dei Protocolli degli anziani Savi di Sion. Si tratta indubbiamente di un’aria culturale che contrasta con i proclamati piani revisionisti e innovatori della fine degli anni Settanta.

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14 Febbraio 2007

L’Europa del regresso culturale, sociale, politico e sì, anche economico.

Archiviato in: Politica, internazionale — arums @ 12:58 pm

Copincollo dal sito di stopBolkestein.it alcuni giudizi che coincidono con la mia visione di dove stiamo andando.
Una società non di cittadini, ma di clienti, analfabeti, malati.
Questa è la libertà. \o/

NO a un’Europa dell’arretramento sociale
NO a un’Europa del regresso educativo
A seguito dell’iniziativa dell’ex commissario europeo Frits Bolkestein (liberale olandese), è attualmente in discussione un progetto di direttiva (legge europea) sulla libera circolazione dei servizi in seno all’Unione Europea (testo del progetto di direttiva – 400 KB circa).

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Messico. Perché sto zitta.

Archiviato in: Politica, internazionale — arums @ 12:52 pm

immediatamente dopo le elezioni mi pareva chiaro che la questione dei brogli elettorali avesse il suo peso. per giorni mi sono ostinata a seguire freneticamente la stampa libera e quella di sinistra messicana, per ricevere le notizie che aspettavo: scandalo, frodi etc.
certamente, lo leggevo tutti i giorni.
eppure tra un po’ calderòn sale a los pinos.
dopo un mese, ad assistere incredula alla piega di normalità e di sostanziale indifferenza istituzionale pure io mi son rotta. già.
dico pure io perché sotto sotto pensavo che istituzionalmente qualcosa si muovesse.
e invece nulla.

ciò che invece si è mosso è stata la violenza.
violenza indiscriminata, sulla popolazione, quella più vicina alla Sexta, se non nelle dichiarazioni d’intenti, quella che si è ritrovata schiacciata e martoriata esattamente come ad Atenco, nuovo palcoscenico di autoritarismo e repressione acuta e cronica, Oaxaca, ancora ed ancora.

ma le lotte continuano ai bordi del paese, non investono città del messico e la sua popolazione che invece si ritrova comunque a festeggiare il suo 15 settembre, incurante.
si sa, l’ignoranza.
ignoranza un par del palle.
vorrei mi fosse spiegato come mai allora altrove i pestaggi e gli assassinii diventano l’unico modo usato dal governo per reprimere il dissenso.
perché la Sexta non entra a città del messico?
questo non riesco a capire. questa è la chance che non riesco a capire perché non emerga.

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Transizione alla democrazia o ritorno all’autoritarismo?

Archiviato in: Politica, internazionale — arums @ 11:05 am

Dopo l’Uruguay di Vazquez, l’Argentina di Kirchner, il Venezuela di Chavez, il Brasile di Lula, il Cile di Bachelet e la Bolivia di Morales, potremmo assistere ad un Messico di Andrés Manuel López Obrador (abbreviato dai media come Amlo). Se l’America Latina sta cercando di spostare il suo baricentro verso sinistra, nonostante la presenza di personaggi come Uribe in Colombia, esistono però reali ostacoli a ché la frontiera a Sud degli Stati Uniti d’America si spinga verso una reale sterzata a sinistra, intendendo una frontiera non metaforica, ma quella reale che al momento ospita un contingente formato da migliaia di agenti della polizia degli Stati Uniti per la prossima costruzione di un muro: soluzione finale all’immigrazione ispanica negli USA.
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13 Febbraio 2007

La rivoluzione dei fiori

Archiviato in: Politica, internazionale — arums @ 4:57 pm

Alla vigilia delle elezioni messicane si sono susseguite ulteriori azioni repressive questa volta nella città di Oaxaca, dove il locale sindacato dei lavoratori nell’educazione (i maestri) da anni ha instaurato una strategia per la richiesta di dialogo con il Governo statale chiedendo un aumento dello stipendio attraverso un grande sciopero e il concentramento per alcuni giorni nella capitale Oaxaca.
Quest’anno, poco dopo i fatti di Atenco, lo sciopero e le dimostrazioni, non si sono svolte pacatamente, ma hanno visto un altro imponente dispiegamento di forze di polizia, che all’alba del 14 giugno ha avviato uno scontro frontale con gli scioperanti che sono tuttavia riusciti a mantenere il presidio.
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joe black

Archiviato in: Politica, internazionale — arums @ 12:55 am

pur sapendo che sono concentrati sul proprio ombelico, diciamo che se lo guardano bene a volte…

death and taxes

Ernest Renan, Qu’est-ce qu’une nation

Archiviato in: Politica, dottrine politiche — arums @ 12:53 am

Appunti riguardo Qu’est-ce qu’une nation di Ernest Renan

Alcune note biografiche

Joseph Ernest Renan nasce a Tréguier in Bretagna nel 1823 e muore a Parigi nel 1892.

Figlio di un repubblicano e di madre monarchica, rimane turbato dalle idee politiche contrastanti dei genitori; a 15 anni, è riconosciuto come dotato studente ed è ammesso in un blasonato collegio ecclesiastico parigino. Con gli anni perde fiducia nei confronti del cattolicesimo e dopo la prima inclinazione a diventare sacerdote, si avvicina man mano ad Hegel, Kant ed Herder, passando dalla teologia cattolica, in cui nota contraddizioni insanabili, all’interesse per verità verificabili come la matematica. A concretizzare questa sua aspirazione saranno però gli studi filologici intrapresi al Collegio St Sulpice. Dopo la laurea entra nella Chiesa e comincia i suoi studi di ebraico. (continua…)

Utopia

Archiviato in: Politica, dottrine politiche — arums @ 12:35 am

Appunti per una storia del concetto di Utopia

Il concetto di Utopia
La parola Utopia è coniata da Tommaso Moro (nato a Londra nel 1478-1535) per la sua opera in due parti, intitolata appunto Utopia, che venne pubblicata in Belgio nel 1516, ma scritta l’anno precedente.
Ricordiamo che questo è il periodo in cui Niccolò Machiavelli, scrive, esiliato a San Casciano il suo Principe dedicandolo a Lorenzo II de’ Medici sperando di poter rientrare nelle grazie del nobile e rientrare nel suo ruolo di Segretario della Repubblica.Secondo una data induttiva nostra desunta dalle lettere l’opera è scritta nel 1513, ma viene pubblicata postuma nel 1532 (e condannata dalla chiesa, dal Santo Uffizio, nel 1537.

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La strategia dei camaleonti. Comunitarismo e nazimaoismo

Archiviato in: Politica, nuove destre — arums @ 12:14 am

Dossier di Claudia Cernigoi, reperibile nel sito della rivista «La Nuova Alabarda» nella versione in pdf.
http://www.nuovaalabarda.org/dossier/comunitaristi_e_nazimaoisti.pdf

INTRODUZIONE

Il fenomeno del cosiddetto “nazimaoismo” non è mai stato sufficientemente approfondito né dagli storiografi del neofascismo, né dai politici e dai militanti della sinistra. La “simpatia” che certi settori della destra estrema hanno spesso rivolto a contenuti ed associazioni di sinistra è però qualcosa da tenere d’occhio, perché può dare luogo anche a situazioni pericolose per chi milita in certi settori.

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12 Febbraio 2007

I fascisti noglobal

Archiviato in: Politica, nuove destre — arums @ 11:58 pm

FONTE:
http://salgalaluna.clarence.com
30 agosto 2005


Introduzione. L’originaria ambiguità del fascismo

Dalla notte dei tempi i fascisti (old o neo che si voglia) si proclamano “al di là di destra e sinistra“, “eversivi“ e contro il “regime“.
In questo loro atteggiarsi a “rivoluzionari“, i fascisti spesso hanno copiato, manipolato e modellato a loro piacimento, teorie e prassi della sinistra rivoluzionaria ed estrema, riprendendo temi e slogan della parte avversa .
Basti ricorda re che molti dei nomi fascisti e neofascisti non abbiano fatto altro che riprendere nomi della sinistra comunista e rivoluzionaria. Ad esempio il Fronte della Gioventù (organizzazione giovanile del MSI) riprese il nome usato dai giovani comunisti di Eugenio Curiel durante la Resistenza; Ordine Nuovo (organizzazione neofascista fondata da Pino Rauti nel 1956) altro non riprendeva se non il nome del giornale/gruppo politico di Antonio Gramsci e Palmiro Togliatti, primo nucleo del Partito Comunista, oppure, in tempi più recenti, Rinascita (giornale del Movimento Sociale Fiamma Tricolore) è anche il nome della testata del settimanale culturale del Pci, poi del Pdci.
Il tentativo di “copiare“ e scimmiottare l‘estrema sinistra da parte della destra radicale non si ferma e non si è mai fermato ai nomi, ma comprende i temi e l‘iconografia. I gruppi neofascisti (e ancora oggi tutti i gruppi dell‘estrema destra, comprese frange di Alleanza Nazionale, in particolare i giovani di Azione Giovani) si richiamano all‘antiamericanismo, all‘ecologismo (a partire dagli anni ‘70, poco dopo l‘esplosione dei movimenti verdi ed ecologisti di sinistra), all‘indipendenza della Palestina, dei Paesi Baschi e dell‘Irlanda del nord, perfino al mito di Che Guevara guerrigliero anticapitalista.
Nel caso della Palestina spesso si accompagna la propaganda filo-araba a un forte antisemitismo contro Israele e gli ebrei. Nel caso dell‘Irlanda del Nord si difendono i cattolici dall‘anglicana e secolarizzata Gran Bretagna.
Dopo la caduta del muro molti gruppi neofascisti si sono espressi contro le guerre condott e dagli USA e dalla NATO, in particolare la prima guerra nel golfo (si parlò anche di gruppi di “volontari“ che andarono a combattere dall‘Europa a fianco di Saddam Hussein), la guerra in Jugoslavia e le guerre post-11 settembre (Afghanistan e Iraq).
I tentativi di copiare le tematiche rivoluzionarie dell‘estrema sinistra si sono affiancati, negli anni, a esplicite proposte di costituire “fronte unico“ con la sinistra estrema, per abbattere il sistema.
Questi non sono che gli ultimi episodi di una strategia tentata e ritentata negli anni dalla destra radicale italiana.
(continua…)

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