Il vocabolario è un museo di cadaveri imbalsamati, il linguaggio è l’intuizione vitale che a questi cadaveri dà nuova forma, nuova vita in quanto crea nuovi rapporti, nuovi periodi nei quali le singole parole riacquistano un significato proprio e attuale.
Antonio Gramsci, Sull’esposizione al Circolo degli Artisti, “Avanti!”, XXI, n. 4, 4 gennaio 1917; raccolto in Cronache torinesi. 1913-1917, a cura di S. Caprioglio, Torino, Einaudi, 1980, p. 683
