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18 Febbraio 2009

Du chantage sentimental – Facebook

Archiviato in: facezie — Tag:, , , , , , — arums @ 3:42 pm

Mi iscrivo a Facebook qualche mese fa, credendo fosse una cosa seria, una roba tipo anobii, ma dedicata a più interessi.

Dopo due giorni ho capito che era il myspace dei vecchi. (già qui…)

Intanto cerco un po’ di nomi. Praticamente nessuno. Sì, qualche amico dalle superiori, qualche altro da oltreoceano, ma di fatto… ci sono pochissime persone che conosco.

Vedo gente con duecento amici e mi sento davvero un’asociale. Poi però mi pongo una domanda: hai girato un po’ il pianeta e hai lasciato un po’ ovunque persone a cui volevi un bene dell’anima (molte non riesci più a contattarle perché intanto ci si trasferisce, all’epoca non si aveva ancora l’email… e se ce l’avevi l’hai persa in una delle tante formattazioni che hanno segnato lo scandire degli anni) ma è possibile che Pinco Pallo, che sai che è una persona anche un po’ di merda, ha cento e passa amici e tu a stento conti una trentina di persone da stimare?
Ah beh sì, c’è da dire che al secondo giorno hai scoperto la funzione ignora al primo messaggio di quel piciu di Ruella e probabilmente al centinaio di “conoscenze” ci potevi arrivare molto facilmente :P
Va beh, ma sarà solo un problema mio che sono cosììììì esigente?

Passato qualche tempo, quando ci hai pensato un po’ dopo aver saputo che Facebook è La Morte e Il Male, decidi di disattivare l’account perché vedi più o meno tutti scrivere o una frase sarcastica o inutile o commentare un video, mentre tu vorresti scrivere di cieli stellati d’agosto con la musica della balera, di come ti piace tirare steli d’erba nei meriggi di luglio sulle tue colline e non che “Elisabetta oggi odia le Poste italiane” o “lol” ad una scena di Everybody hates Chris o “sniff”, “sob” sotto una canzone di Jorge Negrete, ecco insomma, quello spazio ti sta veramente un po’ troppo stretto, e cosa capita??? chi ti contatta? pian piano, in fila indiana ti contatta quel vecchio amico che non vedi quasi mai che telefonarsi sul cellulare è una spesaccia, poi un altro, poi trovi tu finalmente un compagno di erasmus e un altro e via così fino ad oggi.

Il ricatto sentimentale che ti tiene attaccato a quel posto (ho letto da qualche parte: a che serve l’anagrafe, se ormai c’è il Facebook?espressione decisamente più illuminante rispetto ai pipponi degli acari :D ) è viscido, te ne accorgi giorno per giorno mentre aspetti che anche la tua amica Koro, che non senti dagli attentati di Madrid del 2004, si iscriva a Facebook per ritrovarla o che gli amici della Cuadra si iscrivano in massa.

I giorni passano mentre nella battaglia anti-facebook che alimenta flames sulla lista dell’hacklab (sempre pieni di stimoli…) leggi che persino sulla Stampa si parla della vendita dei dati da parte di Facebook e allora dici “no, vabbé, dai basta. non ti vergogni?”. Prendi il tuo fagotto di indirizzi email che hai scritto ora in 25 posti diversi tra cartacei e digitali per non perderli più e scrivi: “bello esserci rincontrati, vi voglio un sacco di bene, ma me ne vado da facebook, per cui ci sentiamo per email” e lasci un link che li aiuti a capire perché te ne vai.

Credo che ad alcune persone che conosco farà ridere questo post molto emotivo (si vede che loro non mi conoscono bene allora :P ) su Facebook, ma credo che oltre tutte le critiche raziocinanti a Facebook, che è il Leitmotiv di cosa finora ho letto, ho notato che non riescono assolutamente a capire quanto invece sia grave il coinvolgimento emotivo anche di chi, ben cosciente di cosa sta facendo (immissione di dati anagrafici, scritttrice, cantante, telefilm preferito, giochini tipo scarabeo), vuole ritrovare gli amici e per questo accetta il ricatto.
Non so, a volte mi è sembrato di leggere contributi che sembrano un po’ quei discorsi che la mamma fa alla arums fumatrice: “guarda che fumare fa male, ti viene il cancro, fa male alla pelle, macchia i denti…” non capendo che un fumatore non fuma mica perché gli fa bene ai polmoni, alla pelle o sberluccica i denti…

Probabilmente tra qualche mese Koro, Ana, Maria Joao (o proprio loro forse no, non sono tanto le tipe da social-networking :D ) o altri amici lontani si iscriveranno a Facebook, chissà qualcun* di loro cercherà il mio nome e non lo troverà. Spero però che gli pigli il grillo di cercarlo in google, per sfizio… e mi troverà ugualmente.

Termino con il raziocinio e lascio qualche link dall’ottimo e conciso post di leo, coadiuvandolo con qualche link che è passato sull’iperattivanofacebookiana lista dell’Underscore

Facebook a corto di soldi vende i dati degli utenti dal blog di Leo
Pagina NoFacebook – _TO*

Se siete arrivati fino alla fine di questo post, commossa, vi lascio un regalino audio

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